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Entrare in questa casa di 450 metri quadrati è come varcare la soglia di un mondo parallelo. Un luogo dove la luce guida ogni gesto e gli alberi diventano i veri protagonisti della scena. Tutto nasce da un lotto difficile, stretto tra edifici e senza sbocchi. Eppure, proprio da questi limiti è nata un’opera che sorprende a ogni passo.
Un accesso di soli quattro metri che cambia lo stato d’animo
L’ingresso è una striscia sottile di appena quattro metri di larghezza. Questo passaggio è stato pensato come una sorta di rito. Le pareti in pietra naturale e il tetto in legno che si allunga sopra la testa creano un “tunnel” che stringe i sensi e introduce un momento di quiete. Qui il caos urbano resta fuori. L’atmosfera si fa più morbida e prepara alla scoperta dello spazio interno.
Il cuore della casa: un patio che protegge gli alberi originali
Superata la soglia, la casa si apre su un patio centrale. Questo è il vero fulcro dell’abitazione. Gli alberi originali del terreno sono stati preservati e avvolti dall’architettura, come se fossero custoditi in una grande teca. È qui che nasce l’anima della Casa Terrario.
La luce arriva filtrata dalle foglie, entra ogni giorno con inclinazioni diverse e crea ombre che scorrono sulle superfici in legno. Il risultato è un ambiente che cambia costantemente. Un luogo che respira grazie al movimento del sole.
Spazi interni che sembrano non avere confini
Anche se la casa è circondata da edifici su tutti i lati, l’interno appare sorprendentemente aperto. La zona giorno ha uno spazio a doppia altezza che libera lo sguardo verso l’alto. Le pareti in vetro curvo eliminano gli angoli e collegano visivamente salone, area di lavoro e livelli superiori.
Il secondo piano ospita un attico dedicato a una collezione d’arte e alla camera da letto principale. Tutto resta in dialogo con il vuoto centrale che tiene insieme i piani come un unico organismo.
Sette specie di legno e una struttura senza pilastri
La casa è anche una celebrazione dei materiali. Sono state utilizzate sette diverse specie di legno, tutte sottoposte a sbiancamento chimico per ottenere una tonalità omogenea, simile al cipresso Hinoki. Il risultato è una palette morbida, che illumina gli ambienti e regala un senso di continuità.
La struttura sorprende per un altro motivo. L’abitazione non ha pilastri. Il peso del tetto in alluminio è sostenuto da acciaio e da telai in legno Takhian. Tutto viene lasciato a vista, in un esercizio di sincerità materica che racconta come è fatta la casa senza nascondere nulla.
Una natura che entra e guida ogni scelta
La relazione con il paesaggio non è un dettaglio, ma una parte fondamentale del progetto. All’ingresso, alberi alti attraversano le aperture del tetto e spingono lo sguardo verso il cielo. All’interno, la vegetazione funge da sipario naturale che protegge la privacy e filtra la luce.
Qui architettura e natura si intrecciano fino a diventare una cosa sola. La casa diventa una piccola oasi sospesa nel tempo, dove la città sembra lontanissima anche se, in realtà, resta appena oltre il muro di pietra.












